Le chitarre di Ryusuke:
Storia della Les Paul:
La progettazione di questo
strumento si deve a Lester William Polfus, noto col nome d'arte Les Paul
(derivato dalle sue iniziali Lester Polfus).Le origini del progetto Les Paul
partono nel 1940 quando, facendo due tagli sulla cassa della sua Epiphone, Les
gettò le basi per la creazione di The Log ("il tronco"), il primo prototipo
della chitarra: la costruì nella fabbrica Epiphone, di sabato, quando non c'era
il personale, cosicché i macchinari erano a sua disposizione. Seguendo l'esatto
continuo della tastiera, egli tagliò il corpo in modo da dividerlo in tre parti:
2 in corrispondenza delle buche ad "effe", e quella centrale, che
successivamente ricoprì con una tavola di legno di pino e attaccò al corpo con
vistose viti e lastrine di metallo. In questo modo la parte centrale si
trasformò in un sostegno rigido per i pick-up, peraltro progettati e realizzati
direttamente dallo stesso Les Paul. Il risultato fu inetressante: un aumento
della risposta timbrica e del sustain. La cassa: la Les Paul è realizzata in
mogano. I modelli più costosi presentano un top in acero. Il mogano è un legno
poroso, solido e ricco di risposta armonica; l'acero, più compatto e rigido, è
un ottimo distributore delle alte frequenze. Alcuni modelli economici, come le
serie "Junior" e "TV" o la SG, alternativa per un periodo limitato, presentano
una cassa a fronte piatto.
Il manico: è incollato al corpo con una tecnica detta "Set-in", dove una
fresatura corrispondente alla sagoma del tacco del manico consente l'innesto di
questo con un fissaggio molto solido. Questo garantisce una ottima trasmissione
delle vibrazioni. I legni per la realizzazione dei manici sono: acero, mogano e
noce, mentre le tastiere sono in ebano o in palissandro eccetto alcuni rari
modelli "custom" con tastiera in acero. La scala di 62,9 è rimasta invariata, ad
eccezione del modello "Baritone". All'interno del manico un tirante in acciaio (truss-rod)
permette di regolare le eventuali curvature della tastiera per la trazione delle
corde.
I pick-up: all'inizio (1952-1956) la Gibson usava i P-90 (dette Soap-bar o
saponette per la propria forma ed il colore chiaro) che erano "single coil" (monobobina).
Successivamente vennero installati pick-up humbucker, ovvero che "evitano il
ronzio": i single coil, infatti, mostravano un rumore di fondo detto appunto hum,
mentre gli humbucker, a due bobine in controfase, ne erano esenti. P.A.F. (Patent
Applied For, "richiesta di brevetto effettuata") fu il nome con cui dal '57 al
'62 vennero denominati gli humbucker creati da Seth Lover per la Gibson nel '55.
A seconda del tipo hanno delle spire di filo di rame avvolte intorno ad un
magnete che può essere fatto "Alnico" o ceramica. Il tipo AlNiCo è composto dal
50% di ferro ed il resto da Alluminio, Nickel, Cobalto e Rame (dalle iniziali
dei quali deriva Al-Ni-Co) che alla fine rendono un alto flusso ed una bassa
smagnetizzazione. Quella di tipo ceramica non contiene elementi ferrosi e viene
denominata Indox, Diox, Arnox a seconda della ditta produttrice. A confronto con
quello di tipo Alnico, quello a base ceramica ha un flusso minore, ma ha una
capacità di smagnetizzazione pari a sei volte superiore. La Gibson produce oltre
60 modelli di pick-up e la scelta per ogni modello di chitarra è studiata in
base al legno di manico e cassa. La ditta li suddivide, per facilità, in tre
grandi categorie:
"Original Humbucker" (Alnico): 6 poli regolabili con un magnete, base in ottone,
coperchio esterno in nickel asportabile. Un avvolgimente attivo ed uno passivo.
"Super Humbucker"(Indox): 6 poli regolabili, un magnete, coperchio in nickel non
asportabile. Due avvolgimenti attivi.
"Mini Humbucker" (Alnico): 6 poli regolabili, un magnete, base in ottone,
coperchio in nickel non asportabile.
Come su ogni chitarra, il peso è determinato dai legni e dall'hardware usati.
Sulla Les Paul si va dai 3,8 kg della "The Paul" ai 4,9 kg della "Custom".
Un'altro punto fondamentale è la verniciatura, tant'è vero che ogni chitarra è
passata con 7 mani di vernice "Nitro" a spruzzo e sempre nella sequenza:
turapori - colore - trasparente. Un lungo e costoso lavoro, che però dà un
risultato finale di alto livello, che si traduce in un'ottima risposta al tatto
e alla vista, notevole durata nel tempo e pochi ostacoli all'armonicità della
cassa e del manico.